Coraggiosa presa di posizione di Massimo Simion
In una recente intervista pubblicata sulla pagina Facebook dello Studio Simion, dove Massimo Simion, parlando d’implantologia e problemi correlati, fa alcune affermazioni degne del massimo interesse. In buona sostanza dice che nel tentativo di trasformare il protocollo originale degli impianti di scuola svedese a carico differito in un protocollo capace di permettere un carico il più possibile anticipato o addirittura immediato nel maggior numero dei casi, si sono introdotte modifiche strutturali a carico delle superfici implantari attraverso trattamenti di superficie che fossero in grado di accelerare i processi di guarigione e migliorare la stabilità primaria per mezzo di una sempre maggiore rugosità , ma tutto questo ha comportato un incredibile aumento delle percentuali di perimplantite, dovute alla facilità di colonizzazione batterica di superfici rugose che offrono ricettacolo alle colonie batteriche al punto da divenire una vera e propria emergenza. Di qui la necessità di tornare a superfici lisce e macchinate o almeno limitare il trattamento di superficie alla metà apicale dell’impianto. Ma non è tutto. Simion esprime la sua preoccupazione verso protocolli che, nel tentativo di rendere più economiche le terapie implantoprotesiche, sono andati riducendo sempre più il numero degli impianti su cui appoggiare una riabilitazione totale fissa a scapito della durata delle terapie medesime. Le sue raccomandazioni sono dunque le seguenti:
1) Tornare alle superfici macchinate almeno nella metà coronale dell’impianto per impedire la colonizzazione batterica delle superfici non lisce.
2) Non ridurre troppo il numero degli impianti utilizzati per sostenere le protesi per non incorrere in fallimenti da sovraccarico.
3) Convincere i pazienti a non pretendere tutto e subito ma a tornare ad accettare i più sicuri protocolli di carico differito, rinunciando al carico immediato a tutti i costi.
La rincorsa della scuola svedese alla scuola italiana pare abbia prodotto svantaggi che alla luce delle recenti valutazioni epidemiologiche non paiono compatibili con percentuali di successo desiderabili a medio e lungo termine, nonostante l’impiego spropositato di mezzi messi in campo per rinnegare la propria natura e professare quel carico immediato che non è nel loro DNA.
Una volta di più la scuola svedese deve ammettere le buone ragioni della scuola italiana, dopo averle, come di consueto, avversate per anni.
Nell'immagine proposta lo screen shot del video di Simion con l'elenco dei like, tra cui figurano nomi di rilievo.