Recupero di una lama mobile e dolente.
Il caso che presento è quello di una paziente portatrice, tra i molti impianti presenti, di due lame, eseguite molti anni prima, nelle regioni laterali della mandibola. Come potete vedere nellaOPT,

la lama di sinistra presenta un grosso riassorbimento osseo che coinvolge tutta la parte superiore, la lama di destra presenta la spalla scoperta.
Nel 2014 la paziente si decide ad intervenire: dopo aver smontato la protesi inferiore si verifica l'esposizione vestibolare di tutte le radici resideue e la loro mobiità. Si provvede alla rimozione della lama di sinistra ed alla sua sostituzione con impianti sommersi, alle avulsioni di tutti gli elemenmti naturali residui ed alla loro sostituzione con impianti postestrattivi. La lama di destra invece appara solo leggermente mobile e dolente e si decide di fare un intervento di recupero. La OPT seguente è il controllo postoperatorio.

Primo controllo a caso ultimato:

E infine il controllo endorale a due anni

Il controllo radiografico a due anni non evidenzia alcun peggioramento della situazione a carico della lama di destra, rilievi clinici assenti, sintomi assenti, dolore alla pressione risolto. Il caso è utile a dimostrare come un intervento di recupero sia, ove possibile, meno traumatico e invasivo di un intervento di sostituzione, dato che la rimozione diuna lama comporta una grande distruzione ossea. L'intervento di recupero è stato eseguito inserento due impianti di stabilizzazione, un impianto ad ago ed un impianto Tramonte, poi saldati mediante barra al moncone prossimale della lama. Oltre a tentare di creare un tripode, gli imianti inseriti hanno lo scopo di bloccare la lama ed immobilizzarla nel proprio alveolo grazie all'incastro dei due impianti che agiscono come un cuneo di pressione.
L'intervento è stato risolutivo, rapido, e ha risparmiato al paziente una pesante chirurgia demolitiva.
Il 21/02/2017 la paziente torna per ricementare il circolare che si muove. Ne approfittiamo per fare una seduta di igiene professionale e fotografare l'area in cui si è eseguito il recupero della lama. Una volta rimosso il circolare l'unità implantare costituita dalla lama, una vite ed un ago, si presenta perfettamente stabile senza alcun segno di mobilità, senza alcun segno clinico e in totale assenza di dolenzia alla compressione assiale e laterale. Queste sono le possibilità di questa implantologia che, se a prima vista, e magari anche seconda, appare rozza ed approssimativa, è in realtà un'implantologia estremamente efficace e conservativa e per nulla approssimativa: richiede infatti grande competenza ed esperienza. Ed una sapienza che nessun computer e nessun protocollo può possedere.


Come si vede dalle fotografie cliniche, la vite e l'ago sono stati infissi vestibolarmente alla lama per bloccarla ed aumentare il parallelogramma di base. I monconi sono stati poi solidarizzati al moncone prossimale della lama mentre il distale è stato lasciato libero per non eccedere coi carichi laterali imposti da lingua e guance, e non avendo, tra l'altro, l'antagosnista. Nelle foto si distinguono chiaramente le aree sanguinanti lese dalla courette durante la seduta di igiene ma anche il perfetto stato delle gengive perimplantari, che è la logica conseguenza dell'assenza di mobilità e di mucosite perimplantare. I livelli ossei sono perfettamente conservati.
