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Società di Scienza La Nostra Storia

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L'implantologia dentale come la conosciamo oggi è un risultato diretto del lavoro di Stefano M. Tramonte. 

Alla fine degli anni ‘50, un singolo momento cambiò per sempre la storia dell'odontoiatria: quando il dott. Stefano M. Tramonte iniziò i suoi esperimenti implantologici e posizionò poi il primo impianto dentale in titanio al mondo nel 1964, trasformando innumerevoli vite di pazienti e di colleghi. Prima di allora non esisteva un'implantologia dentale efficace. Il successo di Tramonte col titanio, successivamente coadiuvato dal figlio Silvano, non solo ha dato nuova speranza ai pazienti, ma ha anche ridefinito le basi per una nuova disciplina, l’implantologia, incidendo sulla carriera di migliaia di medici in tutto il mondo.  

 

Esplora le origini dell'implantologia moderna  

La vera storia dell'implantologia e della famiglia Tramonte 

La filosofia alla base dell’implantologia di Scuola Italiana si fonda su 65 anni di esperienza clinica e di innovazione tecnologica, tutti derivanti dall’applicazione rivoluzionaria di fondamenti biomeccanici innovativi da parte di Stefano M. Tramonte nel 1963 e, primo al mondo a farlo, dall’utilizzo del titanio per realizzare i suoi impianti.  

La Società di Scienza Tramonte sostiene i propri clienti nel corso di tutte le fasi dello sviluppo professionale, offrendo attività e corsi di formazione di livello base e avanzato, mentre il dott. Tramonte è sempre a disposizione dei colleghi che usano i suoi impianti per consulenze, chiarimenti e supporto.

L'assortimento del nostro catalogo offre soluzioni dal dente singolo alle indicazioni per edentulia completa sia superiore e sia inferiore. 

La nostra storia

Nell'implantologia, la nostra eredità è davvero unica. Una filosofia di innovazione e di anticipazione di criteri scientifici affermati poi da Lemos e James, guidata dalle esigenze del paziente e dalle caratteristiche fisiologiche dell’osso. Un'azienda ispirata e guidata, allora come oggi, dall’entusiasmo e dalla capacità clinica e didattica del dott. Silvano U. Tramonte. Tutto questo deriva dalla geniale applicazione dei concetti di macchina fisica elementare all’impianto dentale da parte di Stefano M. Tramonte, lavoro proseguito e perfezionato da Silvano U. Tramonte.

 

1948 - Postestrattivi - Un altro caposaldo dell'implantologia italiana è l’impianto post-estrattivo che trova la sua prima codificazione clinica in Manlio Formiggini nel 1948, con successiva diffusione documentale negli anni immediatamente successivi.

1948-1950 - All on four - La prima documentazione di un all on four è datata 1950 e l'autore è l'italianissimo Manlio Formiggini. “Il concetto di riabilitazione circolare su quattro impianti fu introdotto clinicamente da Manlio Formiggini nel 1948 e documentato a partire dal 1950.”

1959 – Tramonte inizia i suoi esperimenti implantologici - 

 

Una vera e propria ricerca su forma e dimensioni più rispondenti alle necessità dei tessuti duri e molli. I punti fondamentali da capire erano: passo e ampiezza della spira coerenti con le caratteristiche meccaniche dell’osso, corretta dimensione del collo per garantire la necessaria area di rispetto dello spazio biologico tutto da scoprire intorno alle emergenze implantari. Il metallo usato era una lega di CrCoMo. Grande biocompatibilità ma molto difficile da lavorare a quel tempo. Bisognava trovare qualcosa di più facile lavorazione. 

1960 - Flapless - Tecnica appartenuta da sempre all'implantologia di scuola italiana. 

1960 - Mininvasività e atraumaticità - Due poderosissimi cavalli di battaglia dell'implantologia italiana, nata proprio con l'intento di essere mininvasiva ed atraumatica, grazie ai suoi interventi di inserimento senza aprire lembi o interventi di chirurgia osteoplastica.

1961 - Tramonte introduce per primo l'area di rispetto biologico - Gli impianti divengono transmucosi portando la base del moncone a sfiorare la gengiva crestale e la prima spira al di sotto dell’osso crestale.

1962 - Impianti angolati - Un classico dell'implantologia italiana, introdotto addirittura da Scialom sui suoi aghi 

1962 - Piegatura dell'impianto - La piegatura dell'impianto fu introdotta nel 1962 da Scialom per poter avvicinare le emergenze dei suoi aghi e solidalizzarle tra loro a costituire un unico moncone. Gli aghi venivano infissi teoricamente in forma di tripodi o bipodi e le loro emergenze divaricate dovevano essere raddrizzate e unite. Quando Tramonte adottò il Ti2, nel 1964, poté trasferire ai suoi impianti questa tecnica per poter parallelizzare impianti angolati e divergenti, cosa che con la preparazione per fresatura in bocca non era sempre possibile né agevole. La prima codifica ufficiale della piegatura, però, la si deve a Garbaccio i cui impianti bicorticali, in Ti2, inseriti spesso angolati, dovevano essere piegati. Garbaccio aveva previsto una chiave specifica "piegamonconi" nel suo cofanetto chirurgico. 

1962 - Disparallelismo - Il principio del disparallelismo dei supporti endossei trova la sua prima applicazione intenzionale nella tecnica ad aghi di Scialom, che prevedeva l’inserimento divergente degli elementi implantari e la loro successiva unificazione protesica. La codificazione sistematica del disparallelismo: come scelta biomeccanica e come vantaggio clinico, avverrà più tardi, soprattutto con Garbaccio (bicorticalismo, inclinazioni) e Tramonte (vite monoblocco, carico immediato, parallelizzazione per piegatura).

1962 - Impianti angolati, bipodi e tripodi - Il principio del disparallelismo comporta di necessità l'uso di inserzioni angolate e la costruzione di bipodi e tripodi. In seguito Tramonte trasferì la tecnica nel suo sistema per by passare le areee di rispetto e poi Garbaccio ne codificò l'utilizzo. 

1962 - Impianti lunghi - Il principio dell’utilizzo di supporti endossei di grande lunghezza trova la sua prima applicazione clinica nella tecnica ad aghi di Scialom, che anticipò l’uso della lunghezza come fattore di stabilità primaria.

1962 – 1978 Bicorticalismo - Altro cavallo di battaglia della scuola italiana. “Scialom applicò per primo l’ancoraggio bicorticale in modo empirico; Garbaccio ne fece un principio biomeccanico consapevole e sistematico.” 

1963 – Tramonte raggiunge la configurazione più adeguata -

 

La vite è in acciaio chirurgico con proporzioni ottimali tra passo, ampiezza della spira, dimensione del nocciolo, del collo, e del moncone.

1963/64 - Impianti monoblocco - Il primo impianto endosseo monoblocco razionale della storia è attribuibile a Stefano M. Tramonte, che ne introdusse l’utilizzo clinico tra il 1963 e il 1964, con successivo impiego del titanio.

1963/64 - Platform Switching -A rigor di termini l'impianto Tramonte è stato un impianto platform switching ante litteram. 

1964 - All on six- È la configurazione tipo per la riabilitazione dei mascellari codificata da Tramonte nel suo primo testo d'implantologia (L'Impianto endosseo razionale, 1964) nelle configurazioni 6,4,2,2,4,6, e 7,5,3,3,5,7, verrà poi abbandonata in favore dell'isotipia di Muratori capace di garantire una maggior percentuale di successo alla distanza.  

1964 - Guida Chirurgica - Invenzione di Tramonte, compare anch'essa nel testo citato. 

1964 - Primo impianto in titanio - Stefano M. Tramonte utilizzò per primo il titanio in implantologia; Brånemark ne codificò più tardi il comportamento biologico attraverso il concetto di osteointegrazione.

Nel settembre del 1965, alle Giornate della SEI, a Madrid, il dott. Stefano M. Tramonte presenta un anno di risultati clinici con impianti in titanio. E nel 1966 pubblica in Annali Odontostomatologici, indicizzato in PubMed, l’articolo tratto dalla medesima pubblicazione in cui si vede, evidenziato dal circoletto rosso, la dichiarazione dell’elemento con cui vengono prodotti gli impianti usati da più di un anno alla data del 1964. 

1978 - Saldatura endorale – La possibilità di saldare in bocca mediante elettrosincristallizzazione i monconi implantari consentì una robusta ferulizzazione immediata e fissa e con essa la possibilità di realizzare strutture complesse e fare un balzo in avanti nell’implantologia avanzata dei casi gravi.

1978/79 - Minimpianti -  I mini-impianti a funzione protesica furono introdotti da Stefano M. Tramonte alla fine degli anni Settanta (1978–1979), come sviluppo coerente dell’implantologia monoblocco italiana. 

1979/80 - By pass del seno - La tecnica di by-pass del seno mascellare mediante impianti inclinati lungo le pareti sinusali fu codificata per la prima volta da Garbaccio, tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, nell’ambito dell’implantologia italiana bicorticale a carico immediato. 

1998 – Impianto a Cavaliere Laterale - Il cavaliere laterale è una tecnica chirurgica implantare avanzata ideata da Silvano U. Tramonte, basata sull’inserimento laterale e obliquo di impianti lunghi per il superamento delle limitazioni anatomiche della mandibola posteriore senza interventi di dislocazione del nervo alveolare inferiore.

Il cavaliere laterale rappresenta una delle espressioni più avanzate della chirurgia implantare italiana non standardizzata.  

2010 - Trattamento di superficie - Assolutamente conscio dei pericoli e degli svantaggi che comportava il trattamento di superficie, il dott. Silvano U. Tramonte decide di trattare solo la metà apicale degli impianti. E ancora una volta abbiamo fatto scuola.

Conclusione

La storia dell’implantologia di Scuola Italiana e della Società di Scienza Tramonte non è solo una sequenza di innovazioni tecniche, ma il racconto di una visione clinica coerente, trasmessa attraverso le generazioni.
Dalla genialità intuitiva di Stefano M. Tramonte e degli altri pionieri che hanno contribuito allo sviluppo di questa implantologia e alla sistematizzazione scientifica e didattica di Silvano U. Tramonte, l’implantologia di scuola  italiana ha costruito un patrimonio fondato su rigore biomeccanico, rispetto biologico e responsabilità etica.

Questa eredità non appartiene al passato: continua a vivere nella pratica quotidiana, nella formazione dei professionisti e nella cura dei pazienti, come testimonianza di un modo di fare implantologia che mette la persona, prima ancora della tecnica, al centro di ogni scelta clinica.

 

 

 

 

 

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